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Stella di Natale

«Sentite, sentite questa», urli, fingendo di legge­re un giornale: «Complesso musicale cerca batteria. Altrimenti il pulmino non parte». «Vendonsi piante carnivore. Escluso il venerdì».
Cose da pazzi, ma non è finita. Ora ritaglio da que­sto giornale un quadrato di circa 50 cm di lato, lo piego a metà secondo la diagonale, ottenendo un triangolo rettangolo.
Adesso partendo dalla metà esatta dell'ipotenusa, piego il foglio ancora in quattro parti eguali, forman­do 5 piccoli triangoli sovrapposti. Con le forbici opero un taglio netto dividendo in due parti questo capo­lavoro di origami (dividi secondo la linea tratteggia­ta).
Aprendo quest'ultimo piccolo triangolo otterrai una graziosa stella da posare sulla sommità dell'al­bero

 

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Il corno dell'abbondanza

Ernesto Carletti disse un giorno: « Per ottenere l'ac­qua pesante basta riempire una damigiana d'acqua e poi mettersela in spalla»... « Per ottenere invece de­gli addobbi natalizi ci vuole un mago, una bacchet­ta magica e un semplice foglio di carta come que­sto», affermi mostrandolo vuoto da entrambe le par­ti. Subito lo accartocci formando un cornetto di quelli usati per le tradizionali caldarroste. Lo fai vedere vuo­to e dopo aver pronunciato le fatidiche parole ma­giche, immediatamente inizi la produzione di metri e metri di nastri colorati. Al termine srotola il foglio per far vedere che non esiste trucco alcuno.
 
Il trucco: Il foglio di carta è doppio e le due parti sono incollate a faccia a faccia ad eccezione di una piccola parte iniziale che formerà la tasca segreta do­ve nasconderai i nastri di seta.

 

 

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Il mistero della candela

« Siete pronti a continuare... A fare cosa?... Ad ap­plaudire naturalmente... Perché il gioco che farò vi sbalordirà certamente. Come vedete questo è un ef­fetto molto visibile», dici, accendendo un fiammife­ro; con esso accendi un accendino (!) e con l'accen­dino accendi una candela, simile a quelle che si usa­vano mettere sull'albero di Natale.
Avvolgila in un foglio di giornale, dopo averla spenta, naturalmente. Quindi strappando a metà l'in­volucro, vi estrai un colorato fazzolettino di seta, con il quale saluti il tuo pubblico meravigliato.
 
Il trucco: La candela è truccata. È in effetti forma­ta da un cilindro di carta bianca e sormontata da una fettuccina di cera con stoppino. Prima di eseguire il gioco vi nascondi nell'interno il fazzolettino colora­to. Per farla sparire poi ti consiglio di usare un gior­nale... che sia di carta. Capito!?

 

 

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La scomessa di Natale ... e se vinci sei premiato

Come sollevare un cubetto di ghiaccio galleggiante in un bicchiere d'acqua,, unicamente servendosi di una piccola cordicella? E chiaro che non la si può arrotolare attorno al cubetto e nemmeno è possibi­le toccare il ghiaccio con le mani. Come fare?
 
Scrivete la risposta a Questo indirizzo email è protetto dagli spambots. È necessario abilitare JavaScript per vederlo. entro il 10 gennaio 2009. a Tutti coloro che avranno risposto esatto verrà inviata la famosa bacchetta magica del mago Sales
 
Se vuoi saperne di più sui giochi di prestigio invi­ta il Mago Sales nel tuo oratorio o parrocchia o scri­vi semplicemente per chiedere informazioni. La scuo­la di magia è aperta anche a te.

 

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Le ceneri parlanti

Se vuoi darti delle arie da medium, con questo sem­plice esperimento lo puoi fare. Mettiti d'accordo con un tuo amico sulla scelta di una carta da gioco, ad esempio sul tre di quadri. Iniziando lo spettacolo inviterai questo tuo amico, come scelto a caso, a pensare a una carta da gio­co e a scriverne il valore su un foglietto di carta. (Evi­dentemente verrà scritto: tre di quadri). Il foglietto vie­ne fatto vedere ai presenti in sala, poi verrà bruciato.

“Fra non molto andrò in trance... non in tram, signo­ra... in trance”, dici assumendo un aspetto di circostan­za. Indi con le dita della mano destra raccogli un po' di cenere e strofinala sul tuo avambraccio sinistro. Le ce­neri si disporranno in modo da permettere di leggere il valore e il seme della carta scelta.

Il trucco: Sarà sufficiente scrivere in antecedenza sul­lo stesso avambraccio il valore della carta utilizzando un pennellino imbevuto in un succo di limone.

 

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Quattro Re... alla visita di leva

Non avete mai pensato a quanti misteri si nasconda­no in un mazzo di carte. Se si sommano i valori numeri­ci dall'asso al re si ottiene la cifra 364, cioè i giorni dell’anno. I 4 semi (cuori, quadri, fiori e picche) rappresen­tano le 4 stagioni. I due colori (rosso e nero) rappresen­tano l'eterna alternanza della vita: odio e amore, la vita e la morte, la notte e il giorno, ecc.
Prendiamo ora in considerazione i 4 re; anche questi hanno una loro storia: “Un giorno vennero chiamati al­la visita di leva. Tre vennero subito dichiarati abili e ar­ruolati, ma il quarto venne riformato”. “Chi sarà mai dei quattro?”.
Chiedete ora ai vostri amici.


Dopo che questi si saranno scervellati alquanto direte bellamente: “Ma, il re di quadri. Perché? Perché ha un occhio solo”. Infatti, se guardate la carta, vedrete che il viso è di profilo e mostra un solo occhio.

 

 

 

 

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Divinazione dei colori

“Ogni oggetto emette onde medianiche Sigma Tau (si abbrevia in ST: Solo per Tonti). Le mani di un medium esperto riescono a percepire immediatamente queste variazioni e quindi riconoscono immediatamente un oggetto pensato”.

Detto questo fai mischiare dentro a un sacchetto di tela cinque matite colorate di forma e di lunghezza uguali (si differenziano solo per il colore). Fatti consegnare il sacchetto in mano, mentre avrai la schiena voltata. Dopo alcuni istanti, sarai in grado di porgere la matita del colore scelto.

II trucco: È necessario che tu prepari una seconda serie di matite identiche alle prime e disposte secondo un ordine prestabilito. Queste vanno nascoste nella cintura dei pantaloni, sulla parte posteriore. Conoscendo quindi l'ordine dei colori ti sarà facile prendere, da queste ultime la matita del colore richiesto.

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L'Anello liberato

“Questo gioco è molto misterioso... infatti me l'ha passato l'idraulico... non ci capiva un tubo. Ora però lo spiego a voi”.

Un anello di plastica o di legno di circa 10 cm. di diametro viene annodato a un cordone lungo circa 150 cm. e le cui estremità vengono infilate dentro le maniche di una giacca. Nonostante la corda venga tenuta ai due estremi da due spettatori, tu che sei un “mago” riesci a togliere misteriosamente l'anello. A questo punto puoi sfilare dalle maniche la corda e fare esaminare che nel centro è sempre presente il nodo.

Il trucco: Precedentemente avrai messo nella tasca della giacca un secondo anello simile a quello incatenato ed è questo che darai a controllare al termine del gioco, mentre nasconderai nella stessa tasca il primo anello dopo averlo fatto scorrere attraverso il nodo un po' allentato.

 

 

 

 

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Spezzare una matita con 10 euro

“Per fare questo gioco ci vogliono 5 anni... a me ce ne sono voluti 10”.Invita un tuo amico a tenere ben salda tra le sue mani e davanti a te una normale matita. Prendi poi un biglietto da 10 Euro tenendolo nella mano destra (a sinistra solo se sei in Inghilterra); quindi cala sulla matita un potente fendente con i 10 Euro, come se avessi in mano un tagliente macete, e la matita si spezzerà.

Il trucco: Potenza dell’ “Euro robusto” o della tua con­centrazione, ma soprattutto del tuo dito indice che avrai “furtivamente” allungato. Sarà questo e non già i 10 Euro a colpire la matita.Importante sarà richiudere prontamente la mano, ri­tirando il dito indice,... in quanto il tuo amico potrà essere distratto, ma non “imbranato” e potrà capire il trucco.

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IL CORAGGIO DELLE ARMI… GIOCATTOLO

IL CORAGGIO DELLE ARMI… GIOCATTOLO

Dicono che esista un luogo al mondo, al di la delle nebbie e delle onde, in cui tutto tace, tutto è silenzio… come il dormire di un bimbo stanco la notte. E' il Polo… Il Polo Nord
Sembra solo di sentire il tenue respiro delle stelle che vagolano alte nel cielo, quasi a segnare il passare delle ore e dei giorni: 364… come i giorni dell'anno… tutti meno uno: il 24 dicembre… la vigilia di Natale.
In quel giorno, l'unico in tutto l'anno, avviene la rivoluzione dei rumori. Il polo Nord si anima di luci, di suoni e di canti. Per ventiquattro ore esatte la festa diventa sovrana e il ghiaccio si popola di migliaia e migliaia di giocattoli provenienti da tutto il mondo al richiamo di un mago silente: Babbo Natale.

Anno 200…
Anche quell'anno 200… la cerimonia aveva avuto inizio, puntuale come un affamato al suo pranzo di mezzogiorno.
Già alle prime ore della notte al grido di: "Olà, olà… olà", erano arrivati, dalla Cina, i palloni di cuoio, di plastica; quelli cuciti con il disegno dei mondiali, made in Taiwan e quelli variopinti, provenienti dalle spiagge di Baia e di Rimini. Poi era stata la volta delle trottole, vanitose e roteanti come stelle filanti a carnevale. Non erano mancati i giocattoli di peluche: i classici orsetti, a casa loro tra i ghiacci del Polo; le giraffe, i cagnolini, gli animali della savana, un po' meno abituati a quel freddo intenso e pulito. Erano arrivati fischiettando " La marcia dei gladiatori" di Fucik.
Preceduti dal suono di una fanfara e strillando: "Siamo qui… ci siamo anche noi!" erano giunti i giocattoli di latta, con dietro la loro chiavetta montata su un armonioso carillon, i cavalli a dondolo, le macchine dei pompieri, la moto di Valentino Rossi, la rossa di Schumacher.
Con i primi chiarori dell'alba la dimora di Babbo Natale fu popolata da centinaia di migliaia di giocattoli. In ogni angolo si potevano vedere ….. bambole, soldatini, burattini, marionette, navette spaziali, armi giocattoli come pistole, carri armati, aerei da combattimento, navi da guerra; giochi tridimensionali , scatole per fare magie o esperimenti chimici; i tradizionali giochi dell'oca, del monopoli; i meccani, i pennelli per dipingere, ecc.
A mezzogiorno, al suono tradizionale di nenie natalizie, vennero chiusi i cancelli e si fece l'appello.
"Presente… Presente… Eccomi qua… Sono io…" si sentì ripetere da ogni angolo di quell'immenso paese dei balocchi.
Prima fu il suono rombante dei guerrieri Ningia e dei tamburi, poi quello armonioso delle Barby… fino ad arrivare al fedele assenso delle pedine del gioco delle pulci, dei pezzi degli scacchi , dei bastoncini dello sciangai.
Insomma erano arrivati proprio tutti. Era arrivato anche il trenino elettrico: il famoso "Polar express", carico di letterine dei bimbi del mondo per Babbo Natale.

Le letterine di Tomas e di Bosco
Era tradizione, prima di imbarcare i giocattoli sulla slitta luminosa, leggere alcune di queste letterine.
A sceglierne a caso una furono nientepopodimeno che due eroi dei fumetti: Superman e Batman.
Con un veloce balzo si tuffarono nel cumulo delle lettere ammassate; ne presero una e, volando su in alto fino all'ultimo piano del palazzo di cristallo, la consegnarono a Babbo Natale, che, chiedendo il silenzio, lesse ad alta voce.
" Caro Gesù Bambino…" subito Babbo Natale ebbe un attimo di esitazione e pensò di rimandare indietro la lettera, poi, disse tra se: " In fondo sono io che, a nome di Gesù, porto i regali ai bimbi. Io sono il portalettere di Dio". E riprese a leggere: "Caro Gesù Bambino. Io non so se tu esisti… Però io ti voglio bene e tanto. Sono un bambino del Libano e mi chiamo Tomas. Mi hanno detto che sei piccolo come me ed esaudisci i desideri dei bambini la notte di Natale.
Ti chiedo non giocattoli, nemmeno dolci. Quest'anno ti voglio chiedere una cosa sola. Tu che hai avuto una mamma che un giorno ti ha anche sgridato, fammi arrivare una carezza… quella della mamma, della mia mamma che ora non ho più. Nessuno me lo vuole dire… ma io lo so. E' morta sotto una bomba nei combattimenti al confine con Israele".
"PS. Dimenticavo… Dillo anche a tuo nonno, quel tardone che chiamano Babbo Natale con la barba bianca. Che faccia presto… perché io aspetto anche di andare al parco giochi di Srifa come mi aveva promesso la mia mamma".
Anche se Babbo Natale fu un po' contrariato per il "tardone", tutti poterono vedere una lacrima rigargli la guancia e la barba.
La commozione fu generale. Alcuni piansero, comprese le figurine di Capitan Uncino e della matrigna di Cenerentola. Le statuine dei sette Nani guardano con diffidenza le armi giocatolo… che, per l'occasione, si erano fatte piccole piccole. Per rompere quel momento di tensione i modellini da caccia dell'Airforces americani si levarono i volo e catturarono una seconda lettera che portarono a Babbo Natale.
Il vecchio, prima titubante, poi vedendo attesa tra la folla dei giocattoli, lesse: "Carissimo Babbo Natale. Io sono un ragazzo già cresciuto… Mi chiamo Bosco ed ho 16 anni; sono africano e scrivo a nome di tanti altri miei compagni, che come me non giocano più, nemmeno alla guerra… perché qui nel nostro villaggio è la guerra che ha messo in gioco la nostra vita. Siamo stati addestrati a fare la guerra e ad uccidere. Ora però che la guerra è finita, vogliamo ritornare a scuola, ma non abbiamo i libri… Pensaci tu".

Libri di scuola e giocattoli
"Questa è una richiesta che posso esaudire facilmente - pensò Babbo Natale - Orsù libri di storia, di geografia, di matematica… Fatevi avanti".
Nessuna risposta. Allora una scatola di gessetti colorati prese la parola e disse. "Qui ci sono solo giocattoli…. Da quando il mondo è tondo, nessun bimbo a Natale ha mai chiesto libri per fare i compiti, come nessuno a mai chiesto medicine o ricostituenti, al posto di dolci o nutella".
"Comunque adesso abbiamo una richiesta di compiti", ribadì Babbo Natale.
"I libri di scuola ci sono - presero la parola i soldatini di piombo che, in quanto militari, si sentivano ancora in colpa per la prima letterina - basterebbe andarli a prendere nell'altro emisfero, in Australia, dove adesso è estate e la scuola è finita".
" Ci andiamo noi", dissero i palloni.
"No! Nessuno darà retta a palloni da gioco, e, poi, come potete trasportarli fin qua - risposero gli orsetti di peluche - piuttosto ci andremo noi", conclusero dicendo.
"Invece questa missione tocca a noi - dissero in coro i mezzi da guerra: aerei, marini e terrestri. Siamo stati addestrati a compiere missioni ben più pericolose. Per noi sarà come fare una passeggiata nel parco".
"Così sia" disse babbo Natale, che vide subito in quel gesto di coraggio la possibilità di riscatto delle armi giocattolo.
Al suono della fanfara dei bersaglieri e degli inni nazionali delle singole nazioni, fecero la loro sfilata gli aerei da combattimento , le navi da guerra americane, i carri armati russi, i razzi superonici che avevano combattuto le ultime guerre del pianeta.
Tutti partirono alla ricerca dei libri… consapevoli di sciupare l'unico carburante a disposizione per arrivare nelle case dei bambini, la notte prima di Natale.
" Meglio così, - pensarono - d'ora in poi non trasporteremo più bombe o armi, ma offriremo i nostri servizi solo per scopi umanitari".

La soluzione delle armi giocattolo
L'applauso fu generale e la commozione pure… tranne che per le armi giocattolo: pistole, fucili, pugnali, mitragliatrici e finte bombe a mano.
Queste, a capo chino, avevano incominciato a lasciare la dimora di Babbo Natale per auto distruggersi nei crateri boreali posti al confine del Polo Nord.
Passarono attraverso un ampio corridoio lasciato libero da tutti gli altri giocattoli che, orgogliosi, non volevano più identificarsi con quegli strumenti di morte.
Ormai, mancavano solo più pochi istanti alla grande partenza verso le terre dei bambini del mondo e già i primi giocattoli avevano iniziato a imbarcarsi sulle comode poltrone dalla slitta di Babbo Natale, quando dall'alto della sua postazione la navetta spaziale lanciò un urlo di richiamo: "Alto là. C'è ancora un altro problema da risolvere. Da quassù io posso fotografare tutti i luoghi del mondo, anche la terra del Libano. Vi ho appena inviato, per e-mail, le fotografie della zona di Srifa, il parco giochi dove vorrebbe recarsi Tomas per giocare. E' stato bombardato recentemente ed ora è un ammasso di inutili rovine. Si potrebbe ricostruire ma mancano le materie prime come la plastica, il legno, il ferro".
"La plastica, il legno, il ferro? Ma noi siamo fatti di questi materiali - dissero in coro le armi giocattoli - saremo noi la materia prima per ricostruire non solo il parco giochi di Srifa, ma tanti altri nel mondo. Esiste il riciclaggio e noi ci ricicleremo in giochi di pace".
Un nuovo fragoroso applauso accompagnò queste decisioni, anzi Babbo Natale disse:
"Io ho sentito parlare di un Mago in Italia che chiede a tutti i bambini di buona volontà di barattare le loro armi giocattolo in cambio di una bacchetta magica. Si chiama mago Sales e vive, con i suoi collaboratori, a Rivoli, in provincia di Torino.
Fino ad ora sono stati più di 80.000 i bambini che hanno aderito a questa iniziativa.
Chiediamo anche a lui di non bruciare le armi giocattolo ma di riciclarle per fare dei giochi nei parchi.

Perché i grandi imparino la lezione
"Che bella iniziativa - dissero commossi i soldatini di piombo, partiamo subito a dare la bella notizia ai bambini del mondo e speriamo che i grandi capiscano la lezione e convertano le loro armi vere in strumenti di pace e di cultura".

 

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