
Era un angioletto molto curioso. Passava le sue giornate a sbirciare quello che succedeva sulla Terra. Il mondo degli uomini lo affascinava ed era pieno di invidia (per quanto lo può essere un angelo…) nei confronti degli angeli custodi che vivevano con gli uomini.
Natale è una grande festa anche in Paradiso e per quell'occasione anche gli angeli possono esprimere un desiderio.
Il nostro angioletto ci pensava su da tempo e questa volta si fece coraggio ed espresse il suo desiderio nel profondo del cuore. Gli angeli comunicano con il cuore, perché sono dotati di un cuore sensibile e attento.
Il Signore che legge nei cuori gli sorrise e disse: "Va bene, piccolo angelo. Potrai passare il Natale sulla terra in mezzo agli uomini, visto che è questo che desideri. Avrai l'aspetto di un ragazzino e potrai fare tutto quello che fanno gli esseri umani. Finite le feste un raggio di luce verrà a prenderti. Ma stai attento. Vedrai che non è facile".
Per la gioia, l'angelo riempì il Paradiso di capriole.
Quando il coro degli angeli intonò il "Gloria" natalizio, l'angioletto si buttò in picchiata verso la terra. Atterrò nel pieno centro di una città sfolgorante di luci. Si specchiò in una vetrina: sembrava davvero un ragazzino qualunque, con i jeans scoloriti e il piumino rosso. Si sorrise e si fece le boccacce perché non ci sono specchi in cielo.
La cosa più deliziosa
Tutto era una sorpresa. Entrò in un grande magazzino e si mise in coda dietro ad altri bambini. C'era un uomo vestito da Babbo Natale che distribuiva torroni. Anche l'angelo ne prese uno e l'assaggiò. Mmmmh! Nei miliardi di anni della sua esistenza non aveva mai assaggiato niente di così buono.
Fece molte altre scoperte, finché le luci cominciarono a spegnersi, i negozi chiusero rumorosamente le saracinesche e la gente sparì dalle strade. L'angelo rimase per un po' sotto un lampione ad assaporare il silenzio dopo tutta la musica e il vociare del suo primo giorno sulla terra.
"Bambino, non hai una casa dove andare?" Una vecchietta dal sorriso dolce lo invitò nella sua casa. Prima di rimboccargli le coperte gli indirizzò una strizzatina d'occhi: "Lo so chi sei… Me lo ha detto il mio angelo custode. Buonanotte!"
"Grazie, Signore" fece l'angioletto, "ottima sistemazione!" e si accinse a fare quello che fanno tutte le notti gli esseri umani: dormire.
Una ragazzina cenciosa
Chiuse gli occhi e… sentì qualcosa, come una voce che piangeva. Il cuore degli angeli è davvero molto sensibile. "C'è qualcuno che piange in casa" pensò. "Devo andare a vedere".
Si alzò, fece il giro della casa, ma non trovò nessuno che piangeva. La vecchietta e il suo gatto russavano beatamente.
Tornò a letto e chiuse gli occhi, ma il pianto continuava. Il cuore degli angeli è davvero molto sensibile.
"E' fuori", pensò. Si vestì, uscì di casa. Esplorò i dintorni, ma non vide nessuno. Eppure il pianto continuava. L'angelo cominciò a camminare seguendo l'esile filo dei singhiozzi. Camminò e camminò, percorrendo le interminabili periferie della grande città, finché le strade si fecero buie, strette, sconnesse e si persero in un labirinto di casupole abbandonate e baracche sgangherate.
Il pianto veniva da una di quelle baracche. L'angelo entrò e intuì nell'ombra una forma avvolta in coperte stracciate. Era una bambina che singhiozzava disperatamente. L'angelo l'accarezzò teneramente e la bambina si calmò.
"Mi hanno venduta e sono scappata…" Mormorò. Poi riprese a singhiozzare: "I miei genitori… I miei genitori mi hanno venduta…".
"Non avere paura, vieni con me". Disse dolcemente l'angelo. Tenendosi per mano ripercorsero la strada all'indietro. L'angelo accompagnò la bambina e la mise nel suo letto.
"Qui puoi rimanere finché vuoi".
Si sedette per cercare di riposare, ma di nuovo sentì qualcuno che piangeva. Con un sospiro, indossò di nuovo il suo piumino rosso e uscì. Seguendo il filo delle lacrime camminò e camminò. Questa volta passò la periferia della città, arrivò ad un'altra città, poi un'altra, attraversò un deserto e villaggi, dove la gente aveva la pelle scura.
Finché li trovò. Ma erano una marea. Milioni di bambini che piangevano.
"Basterebbe un bicchiere di latte ciascuno…" pensò l'angelo, ma là intorno non trovò nulla. Allora con tutta la forza e la pazienza di un angelo ripercorse la lunghissima strada all'incontrario e a tutti quelli che incontrava chiedeva un bicchiere di latte e spiegava quello che aveva visto e non fu contento finché non vide un lunga fila di gente che lo seguiva, ben decisa a fare in modo che i bambini avessero un bicchiere di latte al giorno e anche qualcosa di più.
Case e biciclette
Si fermò allora per riposare un po'. Si sedette all'ombra di un maestoso baobab e chiuse gli occhi.
Quasi immediatamente un pianto lontano gli strattonò il cuore. Con un profondo angelico sospiro si alzò e ricominciò a camminare seguendo il richiamo del pianto. Questa volta passò deserti e foreste, fiumi e un grande mare, sempre guidato dall'invocazione delle lacrime.
Arrivò in una terra di fiumi smisurati e li vide: uomini, donne e bambini costretti a vivere come animali, nella polvere e nel fango.
"Una casa!" pensò l'angelo. "Hanno bisogno di una casetta e tutto sarà diverso. "Un essere umano senza casa è come una chiocciola senza guscio…"
Ripartì subito alla ricerca di qualcuno che l'aiutasse. Li trovò, non erano molti, ma incominciarono coraggiosamente a costruire.
Proprio allora, dal cielo scese un raggio di luce e la voce tonante del Capo disse: "Angioletto, devi tornare!"
L'angelo si inginocchiò e supplicò: "Ti prego, Signore. Lasciami ancora quaggiù… "
"Fino a quando?"
"Fino a che… ci sono ancora bambini che piangono" ribatté coraggiosamente l'angelo.
"Va bene" concesse il Capo. "Penso che non ti rivedremo quassù per un bel po'!"
Perché sulla Terra c'è sempre qualche bambino che piange.
Proprio adesso l'angioletto dal gran cuore sta costruendo biciclette per i bambini della Cambogia: ne hanno bisogno per andare a scuola. I sentieri e le scorciatoie sono disseminate di mine antiuomo e le uniche strade percorribili sono lunghe. Per questo occorrono tante biciclette.
L'angelo non si è perso di coraggio: sa che qualcuno, dal cuore sensibile come quello degli angeli, ci sarà sempre per dargli una mano.